La prescrizione del diritto all’indennità aggiuntiva del coltivatore diretto

Il T.U. Espropri in favore del proprietario coltivatore diretto, come noto, prevede il diritto ad una indennità aggiuntiva all’indennità di espropriazione, volta a compensare il pregiudizio lavorativo subito dall’espropriato che traesse almeno in parte i propri proventi lavorativi dal fondo espropriato.

Tale indennità viene commisurata al Valore Agricolo Medio (VAM) ed è dovuta indipendentemente dalla destinazione urbanistica del fondo. Analoga indennità spetta poi in caso di locazione del fondo in favore di un coltivatore diretto o di un imprenditore agricolo a titolo principale.

La Corte di Cassazione è stata chiamata recentemente ad esprimersi in ordine alla prescrizione del diritto. Con la sentenza 7687/2021 la Suprema Corte ha chiarito che il termine inziale prescrizionale inizia a decorrere dalla data di trasferimento immobiliare (vuoi a seguito di decreto di esproprio vuoi a seguito di cessione bonaria).

Il termine di prescrizione, che riguardando un diritto di credito è decennale, pertanto non inizia a decorrere dalla perdita di possesso del bene, ma dalla perdita della proprietà del medesimo.

Cassazione civile , sez. I , 18/03/2021 , n. 7687

In tema di espropriazione, la prescrizione del diritto all’indennità aggiuntiva, prevista dall’ articolo 17 della legge n. 865 del 1971 in favore del mezzadro coltivatore del fondo espropriato, decorre dalla data dell’atto di acquisizione dell’immobile (cessione volontaria o decreto di espropriazione), momento in cui il relativo debito diventa liquido ed esigibile, con la determinazione del prezzo della cessione ovvero dell’indennità di espropriazione su cui di regola si commisura quanto spetta al mezzadro e ai suoi eredi.”

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